lunedì 4 maggio 2015

Luna di miele australiana



Partenza Martedì 05/09/2006 durata 22 giorni 19 notti con tour; sembra un racconto facile, ma per farVi comprendere e apprezzare un continente intero, non bastano poche righe; spero sia di Vostro gradimento.
Sposati da tre giorni abbiamo scelto il viaggio della vita nel continente australiano.
Partiti da Bologna, scalo a Francoforte e Singapore, approdiamo con i confortevoli aeromobili della compagnia australiana seconda al mondo, nella Terra Australis e precisamente nel Western Australia a Perth verso le 3.30 del mattino del 7 settembre, punto di partenza del nostro tour de force attraverso tutto il continente australe; siamo emozionantissimi…. Ma tanto stanchi.
Poche ore di riposo, il fuso orario si fa sentire (7 ore avanti) e si parte alle 12….per il tour della città e varie visite.

7-8-9 settembre Perth (Western Australia)
La città capoluogo dello stato più ricco del paese (grazie alle risorse aurifere) ma con la densità più bassa, circa 1,5 abitanti per km quadrato. Ai nostri occhi appare molto ben curata, con molti giardini pubblici nei quali è possibile fare il barbecue utilizzando gratuitamente legna da ardere autoctona, immensa nella sua estensione ma non trafficatissima.
Il centro è costituito dalla zona degli affari – City business district (CBD) , tutt’intorno deliziose case in stile vittoriano (per intenderci in stile inglese) ognuna con il proprio giardinetto. Da vedere, a parte il centro che racchiude all’interno di enormi edifici ultramoderni tantissimi supermercati e food center (zone con una piazzetta circolare e tutt’intorno ristoranti multirazziali – dove l’influenza del vicino Oriente la fa da padrone), vi è la Swan Bells (Campane del cigno – simbolo della città)
il museo delle campane di forma curiosa, il giardino botanico Kings Park (giardino dei re) in posizione sopraelevata da cui si gode un’ottima vista sulla città. Al suo interno oltre a varie specie di eucalipti, vi sono bellissimi fiori e il monumento ai caduti Australiani delle grandi guerre , e il lago Monker paradiso per gli amanti del Bird-watcher. Da vedere infine anche la Zecca di Perth , purtroppo la visita è solo in inglese, e comprende oltre a reperti auriferi e medaglioni vari, uno spettacolino della colata dell’oro e la creazione di un lingotto, anche la possibilità acquistare per circa 80 dollari (48 euro) una medaglia (in oro o argento) con un disegno da scegliere e un’incisione a piacere.
I dintorni di Perth
Il giorno seguente gita nei dintorni (si fa per dire, qui le distanze sono immense) a bordo di un pulmino fuoristrada, per visitare il giardino zoologico CAVERSHAM WILDLIFE PARK dove abbiamo avuto il primo incontro con i fantastici KOALA (significato: senza acqua). Questo delicatissimo animale, che sembra un peluche imbambolato, dorme per ben 20 ore (che bello..) e le altre tre mangia solamente alcune specie di foglie di eucalipto, e molte altre specie di animali come i WALLABY , un canguro di dimensioni inferiori rispetto a quello che immaginiamo e molti volatili e pappagalli dai bellissimi colori. Molto particolare è stato il WOOMBAT ,







un maialino tozzo, molto mansueto, marsupiale con la sacca sulla schiena e il CASUARIO uccello assomigliante allo struzzo, con zampe grosse, cresta (tipo dinosauro) sulla testa di colore azzurro, animale un po’ aggressivo dallo sguardo cattivo.
Dopo la pausa per il pranzo, preparato dall’autista, spartano ma molto buono, siamo partiti alla volta del PINNACLES DESERT
(Deserto dei Pinnacoli). Dove in un paesaggio reso ancora più suggestivo dalla nuvolosità del cielo che colorava il deserto di un ocra quasi color oro, spuntano dal terreno formazioni a forma di cono, pinnacoli, di calcare. Queste formazioni si sono formate a seguito di vari incendi (L’Australia è soggetta agli incendi causa la sua aridità), del bosco sovrastante che era rigoglioso, e con il trascorrere del tempo e la desertificazione crescente, le radici sottostanti hanno “intrappolato” varie sostanze tra cui il calcare e il ferro. Scomparse anche loro (sono visibili i segni lasciati dalle radici) sono rimaste le sostanze che si sono solidificate; lasciando ai posteri un magnifico paesaggio “lunare”.Ora comincia il divertimento, perché nella zona delle DUNE DI LANCELIN dove la sabbia bianca e morbida al tatto fa da cornice ad un oceano dai colori caraibici ci siamo immersi in una tappa della Parigi-Dakar, saltando su e giù per le dune con il nostro potente pulmino 4x4 e facendo addirittura snow giù per le dune.
Merito di nota anche la deliziosa cittadina di FREMANTLE , uno dei porti principali del continente, città che forse poteva prendere il posto di Perth come capitale dello stato, ma che per il suo aspetto delizioso meglio che non abbia subito l’eccessiva espansione delle città australi sedi di capoluoghi, con l’espansione verticale degli edifici adibiti agli affari. In effetti qui tutte le case sono basse e originali in stile vittoriano.
Prima impressione della fiacca “movida” australiana:
Durante la settimana, strade deserte, pochissima gente in giro e ristoranti con cucine chiuse alle 21, delusione… Dal venerdì alla domenica sera, pub pieni e bande di giovanissimi in giro tutti ubriachi, una cosa impressionante, poi parlando con la guida ci ha spiegato che qui è la normalità – English Style. Per noi mediterranei non è facile abituarsi ad uno stile di vita così diverso dal nostro; allegro e solare..
10-11-12 settembre Adelaide (South Australia) fuso orario di 8.30 in avanti
La città ideale - utopica, costruita seguendo un reticolato di strade perpendicolari, si dice che Adelaide è visitabile da qualsiasi strada in una mezz’ora, le strade del perimetro esterno dette Terrace sono a cinque -sei corsie ognuna. Costruita sul modello australiano, il centro i soliti grattacieli del (CBD) e tutt’intorno una distesa enorme di piccole casine vittoriane con giardinetto. Tutto ruota intorno alla Victoria Square (Piazza dedicata alla Regina Inglese Vittoria) , con una bella fontana e una statua a lei dedicata. La via dei ristoranti è Gouger Street, dove vi sono cucine per tutti i gusti; mentre la Rundle Mall Street, è la via pedonale dello shopping, con curiose sculture nella parte centrale.
Degno di nota anche la zona verde a nord di Adelaide, oltrepassato il Torrens River, dove una bellissima fontana a 12 zampilli la fa da padrone , le colline che abbracciano la città, immersa nei boschi e nel verde, e la statua del colonnello-geometra inglese Light (chiamata Light’s vision) che raffigura la sua persona nell’atto di indicare il punto preciso dove sorgerà l’attuale cittadina.Se il clima lo permette, e avete una giornata a disposizione, vi consiglio di prendere il tram in Victoria Square e recarvi a GLENELG circa a 20/30 minuti a sud- ovest della città. Vivace cittadina balneare di giorno, con un’enorme spiaggia (libera), ma di sera un mortorio pauroso, da evitare dopo il tramonto.
Kangaroo Island (South Australia)
Adelaide è la tappa obbligata per chi vuole visitare la stupenda Isola di Kangaroo Island, parco naturale e marino del continente. Racchiude la flora e la fauna del continente, vi sono koala, canguri, leoni marini (fotografati a 10 metri di distanza), foche, oltre a specie protette di eucalipti e molte piante. Inoltre, possiede punti panoramici da mozzafiato su scogliere battute dalle onde e dal vento, oltre alle Remarkable Rocks, rocce su una scogliera a strapiombo sul mare (fare molta attenzione) che sotto la continua azione del vento hanno assunto forme di zoomorfe Vale la pena soffermarsi una notte sull’isola, di sera vicino al residence vi erano i wallaby liberi, che si aggiravano nelle case e nei giardinetti intorno, alcuni se li sono trovati la mattina davanti alla porta della camera !!!
La cucina
Contrariamente a quello cha ci potevamo aspettare, la cucina oltre a soddisfare tutti i gusti, è meglio delle aspettative; per noi bolognesi (abituati molto bene) devo dire che la pasta era buona e anche la pizza (siamo molto tradizionalisti non amiamo molto sperimentare), la colazioni poi erano molto buone con diverse taglie di cappuccini (serviti nei classici bricchi di plastica in stile americano) molto schiumosi e dei muffin, di tutte le dimensioni. Per una colazione il costo medio era di circa 10-15 dollari Australiani in due, 1 dollaro è circa 60 centesimi di Euro; quindi circa 6 –9 euro (come da noi). Per i pranzi o cene circa 30 dollari (18 euro) dipende da cosa si ordina; noi prendevamo un piatto di pasta a testa (va molto di moda la carbonara) il bere (per me evitare i vini australiani come lo Shiraz che sono molto leggeri nulla a che fare con i nostri ottimi vini) e vedrete che vi basterà; qui tutto è di taglia grande (abbiamo visto confezioni di gelato da 10 Kg – succhi di frutta da 5 litri – pacchetti di sigarette da 50…)

13-14-15-16 settembre Sydney (new South Wales) 9 ore di fuso orario in avanti
Sydney ci appare all’improvviso dalle nuvole da dove sbuchiamo con l’aereo e subito vediamo l’Opera House e l’Harbour Bridge , il cuore batte forte è questa una delle due immagini dell’Australia, ora ci siamo per davvero.La città è molto bella, piena di vita (solo fino alle 22 però…non esageriamo) beh diciamo che il traffico è considerato caotico ma nell’ora di punta, le 17 (come da noi) è uguale al nostro traffico quotidiano di tutte le ore. La città più vecchia, ricca, grande e multirazziale del paese, è inserita in un’enorme baia naturale ed è questo il suo punto di forza. Qui le case hanno il prezzo più elevato di tutta l’Australia, ma si fa a gara per averne una. Man mano che ci si allontana dal (CBD) e si percorre la bella strada panoramica che costeggia l’insenatura, si scorgono magnifiche ville attorniate alle innumerevoli baie, fino ad arrivare all’oceano. Degna di nota anche la spiaggia di Bondi (chiamata Bondai dai locali) vero paradiso per i surfisti viste le grandi onde.
Meritano una visita l’Acquario, la Sydney Tower che con i suoi 293 metri di altezza domina il CBD. Al suo interno vi sono un ristorante e un self service, quest’ultimo scarso in qualità – dal quale gustando di tutto si può godere di una vista a 360° in movimento della città (consigliato di giorno) – per i più coraggiosi vi è la possibilità di un’esperienza da togliere il respiro; rimanendo sospesi – in sicurezza – su una terrazza di plexiglas, giudicate voi. Fate anche un giro sulla turistica monorotaia, che collega il Darling Harbour con il CBD. Per gli amanti del pesce, vale la sosta al Hay Market, dove in mezzo a pellicani e gabbiani vi cucineranno del pesce fresco, a costo di mercato. Passeggiando per il centro,lungo la Pitt Street, attraversato Hyde Park (il parco centrale della città, che ospita l’ANZAC war Memorial –monumento ai caduti dell’esercito australiano e neo zelandese da cui ANZAC; nella famosa battaglia del 25 aprile 1915 a Gallipoli in Turchia nella quale morirono circa 8500 uomini ), con una deviazione a destra incontrerete il Queen Victoria Building (QVB), bellissimo edificio originale vittoriano originariamente nato come ricovero delle carrozze reali, ora trasformato sapientemente in un centro commerciale .
Ritornando in Pitt Street, sempre diritto, si arriva a Circolar Quay banchina pedonale sul molo, partenza e arrivo dei traghetti – non mancherà di vedere approdata una enorme nave da crociera per un giro del mondo, verso sinistra si arriva nella zona The Rocks, vero primo nucleo della città, con edifici originari sapientemente restaurati e ora sede di boutique alla moda, ristoranti e locali. Da qui si arriva all’ Harbour Bridge, chiamato dai locali attaccapanni (per la sua forma curiosa). Si può percorrere a piedi oppure scalare, partendo da uno dei piloni, e dopo prove, spiegazioni e firme, si sale legati ad una fune, in gruppi di 12 persone, con guida ma senza apparecchi fotografici (ti fanno loro la foto e se la vuoi paghi) si percorre l’esterno di un’arcata da un lato fino a metà e poi si scende dall’altro lato, il tutto dura tre ore; per chi non soffre di vertigini è consigliato. Ma per avere un’idea generale di Sydney, la cosa migliore è vederla dalla baia, noi abbiamo fatto una piacevole crociera con un catamarano e pranzo delizioso a buffet. Segnalo anche l’Opera House (Simbolo della città) bella costruzione in stile navale che ospita un teatro, e il sedile in pietra della moglie del governatore Macquaries (primi dell’ottocento, scozzese, riformista, stroncò lo strapotere dei Rums Corps, (mafia locale che gestiva i suoi traffici controllando il rum, merce di scambio con gli aborigeni locali) istituì le prime banche e una moneta propria della colonia, promosse le spedizioni nelle montagne interne Blue Mountains e diede avvio ad una serie di opere pubbliche e pianificazioni urbanistiche e propose il toponimo dell’attuale nome Australia). Lei era solita sedersi in riva all’insenatura a d ammirare il panorama.
Nei dintorni di Sydney
Giornata di gita ed esplorazione. Abbiamo visitato il FEATHERDALE WILDLIFE PARK, dove ai soliti koala e Wallaby, abbiamo visto Il Kookaburra – uccello tozzo, dalla cresta folta e il becco lungo che emette una specie di risata rauca, il coccodrillo, il diavolo della Tasmania specie di topazzo, nervosissimo e pieno di cicatrici (la caricatura della Disney : Tazzi è uguale), la Blue Tongue o lucertola blu (marchio anche di una birra australiana), alcuni serpenti, l’Echidna una specie di riccio dall’andatura barcollante, il Platino o Ornitorinco animale con corpo da nutria e becco da papera, questi due animali sono monotremi cioè mammiferi; la femmina depone le uova e i piccoli vengono allattati, e il Dingo bellissimo cane selvatico di colore ocra.
Proseguendo l’escursione abbiamo raggiunto le Blue Mountains . Massiccio montuoso simile al Grand Canyon, ma ricoperto di foreste di eucalipto. Il nome è dovuto proprio all’olio di eucalipto, che evaporando lascia nell’aria un nebbia bluastra; sembra di vedere un paesaggio dipinto ad olio. Alle 17, da bravi inglesi ci siamo fermati su un piazzale a strapiombo per il “The delle cinque”, accompagnato dai pasticcini. Lungo la strada del ritorno abbiamo visto anche le Three Sisters (tre sorelle) speroni di roccia a punta che sorgono da un versante della montagna. La leggenda racconta che tre figlie reali sono state pietrificate temporaneamente dal padre per sfuggire alle grinfie di un demone malvagio, in attesa del ritorno del padre per poterle liberare. Il padre morì per mano del malvagio; così sono rimaste di pietra.
Di ritorno in città, ci siamo fermati un momento al villaggio Olimpico di Sydney 2000, per una brevissima sosta. Tutto il villaggio olimpico è enorme, e si è mantenuto in perfetto stato di conservazione, i palazzetti e gli stadi sono in perfetto stato di conservazione, la pulizia era quasi maniacale, bello davvero.

17-18 settembre Ayers Rock (Northern Territory) 8,30 ore di fuso orario in avanti
Eccoci nel cuore del continente, dalle terre arse dal sole e dove il deserto la fa da padrone.
Siamo all’interno di ULURU – KATA TJUTA NATIONAL PARK; per intenderci siamo all’interno del parco dove si trova l’altro simbolo del continente australiano il MONOLITO DI ULURU . Esso simboleggia il Dio aborigeno; infatti le guide ci sconsigliano di scalarlo per rispetto alla fede aborigena e noi rispettiamo questo volere. La salita sarebbe molto difficoltosa; infatti il tratto in salita è molto ripido e privo di protezioni; se non una corda legata a dei paletti che parte a 50 metri dalla base. In media una persona all’anno muore per infarto; causato dallo sforzo o per aver sbagliato il sentiero . La proprietà del parco è ritornata in mano agli aborigeni dal 1985; che in cambio permettono le visite dei turisti e Tollerano chi vuole scalare il monolito. Quest’ultimo, visto all’alba assume un colore arancione brillante che varia a seconda dei momenti della giornata, alla sua base vi è un percorso circolare di circa 9,7 chilometri e all’interno dei siti permessi alla visita (alcuni dei quali sono vietati per motivi religiosi) vi sono incisioni rupestri, sia di vita quotidiana come la caccia, che di credenze popolari sulla creazione. Quasi a metà percorso tra il centro dove siamo ospitati e il monolito, si trovano anche i rilievi di arenaria di KATA TJUTA (Molte Teste) o Monti Olgas, che per la loro forma rotonda assomigliano a tante teste che spuntano dall’arido terreno. Qui il caldo si fa sentire, è secco ma molto forte, l’albergo ha la piscina ed è molto carino. La prima sera in mezzo al deserto, abbiamo partecipato alla cena chiamata “Sounds of Silence”;ovvero una cena nel pieno silenzio desertico, con spiegazioni (solo in inglese) delle costellazioni; molto suggestiva.
Piatti tipici
Alcuni piatti tipici si ritrovano nelle carni: il canguro: assomiglia allo struzzo, il coccodrillo: misto tra carne e pesce, gommoso, il cammello: carne stoppacciosa e poco gustosa.
Per il pesce molto apprezzato il Barramundi: pesce di acqua dolce che ha la caratteristica di poter essere conservato a lungo senza perdere il suo sapore; molto buono.

19-20-21-22 settembre Palm Cove - Cairns (Queensland) 9 ore di fuso orario in avanti.
Questa è la zona del Capitano inglese Cook, che di passaggio (1768-1771), urtò nella barriera corallina dell’odierno Cape Tribulation prima di fermarsi per le riparazioni nella vicina Cook Town. Questa zona è dominata dalla foresta pluviale (ormai, purtroppo, quasi del tutto abbattuta per far posto alle nuove abitazioni e ai campi di canna da zucchero), dal fiume Daintree River (nel quale per mezzo di una gita in battello abbiamo visto i primi coccodrilli vivi) ma soprattutto dalla stupenda barriera corallina, un mosaico di più di 2.900 reef diversi, che si estende per un’ampiezza di più di 233.000 chilometri quadrati e cambia le sue caratteristiche di tratto in tratto.Noi eravamo ospiti a Palm Cove, deliziosa cittadina a 25 Km. a nord di Cairns, il capoluogo. Degne di nota sono le escursioni nelle foreste vicine, a Cape Tribulation, e il giro in battello nel Daintree River per avvistare i coccodrilli, zone che si raggiungono percorrendo in auto la scenografica Captain Cook Highway, con scorci e scenari mozzafiato sulle numerose isole della baia (una delle quali fu teatro della morte del documentarista australiano Steve Irwin punto a morte da una razza); oltre all’escursione sulla barriera corallina. Un’altra bella escursione è stata La Kuranda Railway; un trenino che si arrampica sui rilievi boscosi di Cairns. Arrivati a Kuranda, deliziosa cittadina – non dimenticare di visitare il Australian Butterfly Sanctuary (La più grande riserva di farfalle del mondo) e il Kuranda Koala Gerdens dove è possibile essere fotografati con un koala in braccio (dietro compenso) . Nel pomeriggio si scende con una cabinovia – la Skyrail- di circa 7,5 km. di estensione, da cui ammirare la splendida natura incontaminata. Si giunge direttamente al villaggio aborigeno Tjapukai, costruito per i turisti; dove si assiste a danze popolari, si lancia il Boomerang e la lancia (usata per la caccia).
Infine volevo ricordare la giornata sulla barriera corallina, dove per mezzo di un mini-sottomarino, ci siamo immersi per vedere da vicino i coralli e i coloratissimi pesci che vivono nel reef . per il rientro in città, non abbiamo scelto la nave come all’andata, ma un elicottero, così da poter godere dall’alto i colori della splendida barriera corallina.
Gli aborigeni
Queste persone come tutti sanno sono i primi abitanti del continente; prima che gli inglesi arrivassero a conquistare e a stravolgere tutto nel 1788 con la First Fleet (18 gennaio 1788 11 navi inglesi arrivano nei pressi dell’attuale Sydney a Botany Bay con 778 prigionieri). L’Australia era popolata da ben 300.000 aborigeni; successivamente con il contatto europeo, si sono dimezzati causa anche dell’abuso di alcool, droga e malattie per loro mortali.
Oggi, appaiono a noi come gli zingari di casa nostra. Sono emarginati in villaggi di lamiera (come campi nomadi) si trovano soprattutto al centro e al nord. Spesso sono scalzi, hanno un odore forte (che per noi è puzza –secondo loro puzziamo noi bianchi). Il governo gli da un piccolo sostentamento ma purtroppo spesso utilizzato per l’acquisto di alcool o droga.
A volte si trovano in villaggi costruiti soprattutto per i turisti. Hanno lasciato stupende pitture rupestri e tutt’oggi vendono bellissimi quadri autenticati con foto e firma.

23-24-25 settembre Darwin e il Kakadu National Park (Northern Territory) 8,30 ore di fuso orario in avanti .
siamo nel Top End, cioè la cima finale, la punta estrema dell’Outback (letteralmente fuori dietro) per noi è solo la tappa finale di questo bellissimo Tour.
Arrivati a Darwin la sensazione di caldo è quasi insopportabile, ti assale, aria condizionata sempre accesa, poca gente in giro. Il primo impatto è devastante. Ricordo che l’Australia per la sua posizione geografica sotto all’Equatore è chiamata il continente sotto-sopra. Infatti al sud fa più freddo mentre a nord fa più caldo; al contrario dell’Italia ad esempio. La città di Darwin sorge su una penisola e per tre lati è immersa nell’Oceano. Non è molto grande, Il CBD è ridotto ad un paio di palazzotti non tanto alti, tutt’intorno parchi e giardini botanici, c’è molta natura. Degno di nota la casa del parlamento che per la sua forma e per il suo colore bianco candido è chiamato Bomboniera. Ma Darwin soprattutto è la porta di ingresso di una natura libera e incontaminata fatta di oasi; parchi fiumi, Billabong (laghetti naturali che sembrano innocui ma possono contenere molti coccodrilli, fare attenzione) e soprattutto il Kakadu National Park. Darwin e il suo lungomare L’Esplanade sono l’arrivo della Stuart Highway drive, la strada chiamata con il nome dell’arcigno scozzese John McDouall Stuart che nel 1861 dopo vari tentativi falliti, compì un’epica attraversata da sud (Adelaide) a nord (Darwin) dell’intero continente; un percorso di circa 2.735 km.
Per arrivare al Kakadu National Park abbiamo percorso un tratto della Stuart, deviando poi per l’Arnhem Highway, passando per gli enormi termitai (alti anche 5-6 metri) che costeggiano la strada, abbiamo visto l’Oasi Window On Weatlands (paradiso per gli amanti del bird-watching), il South Alligator River (pieno di coccodrilli a detta della guida – noi non ne abbiamo visti) e siamo entrati nel parco, prima di terminare la giornata facciamo un salto ad Nourlangie Rock , dove appollaiati su un’impressionante formazione di arenaria di colore rosso ad un’altezza di circa 50 metri ci godiamo uno splendido tramonto con una vista a 360 gradi sul parco che si estende a vista d’occhio sotto di noi. Abbiamo dormito una notte nella cittadina (fantasma) di Jabiru, al Gagudju Crocodile Inn un simpatico albergo a forma di coccodrillo con piscina che rappresentava forma e posizione del cuore dell’animale e la reception posta nelle sue fauci, di notte gli occhi cambiano colore dal giallo al rosso, come nella realtà. Il mattino seguente siamo andati nella zona delle Yellow Water - acque gialle- una specie di palude dove nidificano migliaia di uccelli quali la cicogna nera, l’uccello serpente (per via del collo lungo con il quale caccia le sue prede), l’uccello chiamato Cristo per via delle sue ridotte dimensioni e peso che gli permettono di camminare sull’acqua appoggiato sulle foglie galleggianti ma soprattutto abbiamo visto molti coccodrilli, finalmente. Successivamente siamo andati nella zona di Ubirr, dove sotto un sole cocente abbiamo visitato molte pitture rupestri aborigene ; di animali (il primo fucile avvistato dagli aborigeni),
del serpente arcobaleno (un potente personaggio della genesi aborigena, nonché soggetto ritratto di frequente) e dei cattivi spiriti mimi, che abitano le rocce.
Curiosità
Lungo le strade soprattutto nell’Outback potrete vedere dei lunghi convogli composti da motrice e fino a 4-5 rimorchi che sfrecciano lungo strade diritte e lunghissime sollevando nuvolosi di polvere; sono chiamati i treni della strada.
La guida è a sinistra all’inglese e vi capiterà purtroppo di notare ai bordi delle strade, soprattutto quelle extraurbane e veloci, carcasse di animali morti; soprattutto di canguri; qui è un vero problema e molte auto sono dotate di paravacche.
Consiglio: il Kakadu National Park è bello, ma si può evitare potendo, consiglierei in alternativa o di terminare il continente con una visita in Tasmania volendo con Nuova Zelanda oppure su un’isola della barriera corallina o addirittura per chi può permetterselo in Polinesia

Qui si conclude la nostra fantastica esperienza australiana, è stato un viaggio molto faticoso, sono stati presi ben 13 aerei, oltre a funivia, sottomarino, elicottero e naturalmente pullman, ma devo dire che ne è valsa veramente la pena; un viaggio da consigliare a tutti.

Isola Rossa....in tre in Sardegna



Febbraio 2009 fa freddo
Siamo nel centro commerciale, rifugio invernale dei cittadini moderni, la domanda sorge quasi spontanea…cosa si fa questa estate ? siccome abbiamo già voglia di vacanza e….di mare. Ora siamo in tre, io te e Gabriele che ha solo cinque mesi ….per ora…..
Camminando ci ritroviamo di fronte alle vetrine “scintillanti” dell’Agenzia viaggi di fiducia (che io amo particolarmente, ha su di me lo stesso effetto che ha un negozio di dolciumi per un fanciullo, quasi sbavo) …:”che si fa si entra o si attende ?”, ed entriamo e meno male…..Abbiamo la soluzione ai nostri dubbi : Sardegna, Isola Rossa e ad un prezzo eccezionale tre settimane a 1000 Euro in appartamento, traghetto compreso con cabina, intendiamoci tre settimane tra giugno e luglio, ma meglio così, lontani dal caos di agosto, via si prenota subito.
Non vediamo l’ora di partire, sarà una bella avventura con il piccolo che avrà già nove/dieci mesi.
Siamo alla sera prima della partenza, Gabriele sembra che senta già la vacanza, è sveglio, troppo sveglio. Verso le tre di notte, si tira su diritto in piedi come un fuso, mi guarda e mi fa una bella pernacchia, noi giù a ridere, pertanto vista la situazione decidiamo di partire. Carico la roba e poco dopo siamo in strada; imbarco verso le 8.30 da Livorno. Durante l’attraversata del tratto appenninico e della FIPILI c Gabriele dorme tutto il tragitto, meno male.

Ci siamo comincia la vacanza siamo sulla nave, tutti e tre. Gabriele è imbronciato, cominciamo bene !!!!. Sbarchiamo verso le 11 a Olbia, fa caldo e non c’è quasi nessuno per strada. Arriviamo all’agenzia del paese verso le 15 di un afoso pomeriggio sardo, consegna delle chiavi breve tour panoramico dell’abitazione e siamo soli. La casa ha un bel terrazzone con una vista splendida sull’intero golfo e sul paesino di Castelsardo.


La nostra casetta è nuova un po’ fuori dal lungomare; circa 200 metri a piedi, in posizione periferica peccato solo per la trafficata strada adiacente che sia di girono che di notte è sede di passeggiate, auto e motorini che sfrecciano sgasando ad altezza finestre delle due camere, per il resto tutto bene. Il paesino è molto carino il centro si snoda tutto sul lungomare, bar pasticceria, negozio di souvenir, supermercato, pizzeria, gelateria…insomma c’è tutto e la spiaggia è molto comoda e spaziosa, dietro casa abbiamo la tipica torre di avvistamento dei nemici saracena.
14 giugno 2009
Siamo in spiaggia, una parte è degli alberghi ma la maggior porzione è libera e ognuno può stazionare dove gradisce. Gabriele ha il primo impatto con l’arena e il mare. non è dei migliori, infatti è molto contrariato inoltre l’acqua è splendida ma molto fredda !!!! comunque noi insistiamo con i dovuti modi e con molta pazienza.
Nelle vicinanze…
Spiaggia la Marinedda piena di calette appartate inserite in una splendida macchia mediterranea.
Spiaggia di Badesi molto ampia ma con un unico neo i parcheggi sono a pagamento…..ritirare i parcometri anche al bar sulla spiaggia.
Roccia dell’Elefante sulla strada per Castelsardo. delizioso paesino arroccato su un’altura con un centro storico molto caratteristico costituito da vecchie abitazioni e vicoli medievali.
Naturalmente siccome avevamo Gabriele piccolo non siamo riusciti a muoverci molto ma quel poco che abbiamo visto ce lo siamo goduti.
Attenzione
Vi capiterà spesso di imbattervi in venditori di formaggio pecorino a domicilio. Fate attenzione le forme di formaggio che vi proporranno non sono controllate con le norme attuali (sono fatte alla vecchia per così dire…senza igiene) e poi ve ne vogliono vendere il più possibile. Noi abbiamo rischiato di imbarcarci per il ritorno con 4-5 forme……che dovevamo conservare in casa…..sai che puzza !!! e poi non costano poco...quindi occhio.
Ultima gag
Un giorno sul far della sera abbiamo una visita. Un cane di grossa taglia era giunto a noi e stava entrando in casa, forse in cerca di cibo…uno spavento….per farlo uscire c’è voluto un’oretta buona…
Per finire la Sardegna è sempre la Sardegna, non si può descrivere appieno la sua bellezza bisogna provarla a presto.
PER LA MIA PRIMA CROCIERA: LA GRECIA !


 CORFU'

 SANTORINI

 MYKONOS

 LA NOSTRA NAVE

 OLIMPIA

(NCL Jade dal 18-10-2014 al 25-10-2014 : Venezia – Corfù – Santorini – Mykonos - Katakolon (Olimpia))

Per la nostra prima crociera abbiamo optato per la compagnia americana Norwegian Jade (Compagnia Norvegese acquistata dagli statunitensi) a causa del prezzo inferiore rispetto ad altri preventivi delle concorrenti, al freestyle (più avanti spiegherò meglio) e ai pareri positivi di chi aveva già viaggiato con loro.
Partenza sabato 18 ottobre da Venezia, parcheggiamo all’Alipark e con 60€ compresa la navetta per il porto (precisamente ferma al Mercato Ittico) andata e ritorno ci tengono l’auto; servizio impeccabile. Imbarco a regola d'arte liscio come l’olio.
La nave parte alle ore 18.00 la vacanza comincia, si allungano le ombre sulla città lagunare che a parer  mio è splendida …
Domenica in navigazione, esploriamo i vari ponti della nave e ci fermiamo un pò in piscina..
Lunedi 20 ottobre arrivo a Corfù (tempo di visita 8:00-15:30 coprifuoco mezz’ora prima 15:00) – Grecia – attracchiamo verso le 8, sole e caldo ci accolgono e sbarchiamo. All’uscita un bus ci porta all’entrata dell’area portuale e qui decidiamo subito di prendere un taxi e arrangiarci per i fatti nostri. Io ho in mente già cosa vedere, stesso tour che subito il tassista ci propone (sanno già che chi scende da una nave non ha molto tempo e cosa vuole vedere). Prima tappa Paleokastritsa con omonima splendida spiaggia    (consiglio: fate delle foto da un punto panoramico sul promontorio di Lakones…) e al vicino Monastero (gratuito)  che prende il nome dalla località in cui è situato e si trova per la precisione in cima al promontorio che caratterizza l'intera area. (Il monastero venne fondato nel 1225, poi nel XVIII secolo venne costruita la chiesa principale dedicata alla Santa Vergine e le celle dei monaci).
Oggi l'interno del monastero presenta un cortile porticato ed un edificio moderno che ospita un museo di icone bizantine e post-bizantine, libri sacri, utensili santi ed abiti da cerimonia e un numero considerevole di gatti…...
La vista dal monastero è incantevole ed, oltre al mare, si può ammirare l'isolotto di fronte alla spiaggia che assomiglia nella forma ad una nave.
Ora andiamo all’Achilleion   palazzo costruito a dall'Imperatrice Elisabetta d'Austria, anche nota come Sissi. (entrata € 16 per due adulti e un bambino - Apertura: tutti i giorni 8-19 giugno-agosto; 9-15:30 settembre-maggio l'ingresso costa 7 euro)  (Elisabetta era una donna ossessionata dalla bellezza, e molto vigorosa, ma tragicamente vulnerabile dopo la perdita dell'unico figlio maschio, il Principe Ereditario Rodolfo d'Austria nei fatti di Mayerling nel 1889. Un anno dopo nel 1890, costruì una residenza estiva nella regione di Gastouri  attualmente municipalità di Achilleion, a circa dieci chilometri a sud della città di Corfù. Il palazzo fu progettato dall'architetto napoletano Raffaele Caritto ed ha la figura dell'eroe mitologico Achille come suo tema centrale). Gli interni sono da urlo, sfavillanti stucchi e decori…..
Nello splendido giardino sono poste due bellissime statue dell’Eroe Achille ferito a morte  e vittorioso.
Dopo una bella visita cultural-storica puntiamo il muso della nostra bella berlina verso nord
e nella parte più meridionale della penisola di Kanoni c'è il piccolo monastero dedicato alla Madonna di Vlaherna (gratuita) simbolo di Corfù  .
siamo nella zona di Kanóni . (Kanóni deve  il suo nome alla batteria di cannoni che furono qui piazzate dai francesi nel 1798. Oggi il rombo non viene più dai cannoni, ma dagli aerei che passano a bassa quota). Questa luogo, una volta molto tranquillo, si trova ora direttamente sotto la traiettoria di volo per l'aeroporto di Corfù. Nelle trafficate giornate estive, si può sorseggiare un drink mentre si ammirano gli aerei che vanno e vengono. Sembra quasi che sorga in mezzo al mare perché è su un'isoletta collegata alla terraferma solo da un piccolo molo. Questa architettura tutta bianca che spicca sullo sfondo blu del mare risale al XVII secolo e la posizione in cui si trova crea lo scenario perfetto per una fotografia . Si entra passando per un arco alla base del campanile  e si accede ad un piccolo cortile a sinistra c’è il negozietto a destra in fondo la chiesa vera e propria. Di fronte c’è l’isola del mito Pontikonissi  (Isola del topo raggiungibile con dei battellini), attualmente ospita la Chiesa del Pantocrator (Costruita nel XIII secolo si può visitare andandoci con un caicco che parte dal porticciolo di fronte. La cappella bizantina che si trova sulla sommità dell'isola racchiude le lapidi che commemorano la visita nel 1800 dell’Imperatrice Elisabetta d’Austria e dell’arciduca Rodolfo.). Si ritiene sia la nave pietrificata di Ulisse, trasformato in pietra da Poseidone nell'Odissea di Omero, secondo un'altra leggenda sarebbe lo scoglio su cui la nave di Ulisse si schiantò durante una tempesta. Infine stiamo un’oretta in centro città a Corfù dalle 13 alle 14 circa. Così girovaghiamo con poco tempo a disposizione.            
non abbiamo visto molto della città ma mi confido di ripassarci magari con un’altra crociera e di completare la sua visita.
Costo del taxi a nostra completa disposizione, bello comodo, per tre adulti e due bimbi € 300 non poco ma nemmeno tanto pensando al servizio che ci ha offerto.

Martedi 21 ottobre arrivo a Santorini (tempo di visita 13:30 -22:00 coprifuoco mezz’ora prima 21:30)– Grecia – attracchiamo verso le 13.30 pure qua sole e caldo .
NOTA IMPORTANTE : siccome la nave attracca in rada (verificarlo prima) e si arriva sull’isola con dei battellini, si devono andare a ritirare i biglietti (uno per ogni persona/bimbo) facendo la fila sul ponte-piscina già dalle 7.30-8 di mattina, per la discesa, i primo dieci scendevano entro 1 ora, noi avevamo il numero 3.

Già la vista dell’isola è magnifica all’arrivo;  sembra un enorme pan di zucchero con la panna montata sopra e lo spazio occupato dalla caldera del vulcano; semplicemente enorme….. . scegliamo di fare da soli (come sempre) e per €. 25,00 solo gli adulti scegliamo una escursione del porto. Un battellino naviga lungo una parte dell’isola offrendoci magnifiche vedute fino ai piedi della città di Oia, poi un pulmino dal porto ci accompagna prima ad Oia città, infine dopo due ore (partenze alle 17 e alle 18 dal punto di discesa) a Thira città e la discesa è libera, ottimo giro lo consiglio. .
Che viste mozzafiato sulla caldera e sui paesini a strapiombo sul mare……bellissime
Per la discesa optiamo per la comoda funivia (€ 5,00 solo gli adulti), anche se la via degli asini mi sarebbe piaciuta….
Naturalmente l’imbarco è previsto per le 21 massimo 21:30 ultimo battello, così riusciamo ad ammirare il famoso tramonto di Santorini .
         
Mercoledì 22 ottobre arrivo a Mykonos (tempo di visita 8:00 -18:00 coprifuoco mezz’ora prima 17:30) – Grecia – attracchiamo verso le 8.00 il tempo si rompe vento freddo e qualche goccia di pioggia….un pullman (gratuito)  dal porto di attracco ci avvicina al centro città al porto nuovo e con due passi siamo immersi nell’atmosfera dell’isola più trendy  che ci sia…attraversiamo tutta la cittadina e arriviamo nella splendida la zona dei mulini (simbolo cittadino) e a destra c’è la piccola Venezia.

NOTA: la prossima volta che mi fermerò a Mykonos prenderò una partenza giornaliera per l’isola di Delo che sta li di fronte, oggi praticamente disabitata ed è un immenso sito archeologico legato al culto del Dio Apollo.

Giovedì 23 ottobre ultima tappa arrivo a Katakolon (tempo di visita 9:00 - 18:00 coprifuoco mezz’ora prima 17:30)– Grecia – attracchiamo verso le 9.00 il tempo si è ormai rotto e piove per una mezz’oretta buona. Passato il temporale decidiamo di uscire dal piccolo porto. Questo delizioso paesino marittimo tra l’altro molto carino è il porto di attracco per poter visitare la mitica città di Olimpia e i suoi resti ben conservati.

ATTENZIONE: appena uscite dal porto i tassisti vi prenderanno d’assalto proponendovi delle offerte a detta loro ma se li oltrepassate attraversate la strada c’è un piccolo ufficio escursioni che fa davvero delle offerte, giudicate Voi  :
distanza porto-Olimpia km 35 : a/r tassista 70 € - pullman a/r con guida anche in italiano  € 10 adulti, € 5 bimbi dai 6 ai 9 anni (abbiamo speso € 25 contro € 70)

Olympia : Molti diranno che non ne vale la pena, che è solo un ammasso di pietre, al contrario a  mio giudizio è irrinunciabile una tappa in questo sito. Qui si è fatta la storia, immersa in un paesaggio di dolci colline, tra ulivi e boschi tra i fiumi Alfeos e Kladeos, “sede dell'amministrazione e dello svolgimento dei giochi "olimpici" ma anche luogo di culto di grande importanza, come testimoniano i resti di antichi templi, teatri, monumenti e statue, venuti alla luce dopo gli scavi effettuati nella zona dove la città originariamente sorgeva. La città possedeva molti edifici, alcuni dei quali venivano usati come dimora dagli atleti che partecipavano ai giochi, detti appunto olimpici, che si svolgevano ogni quattro anni in onore di Zeus.  In questo luogo venne compilato per la prima volta nel 776 a.C. un elenco di vincitori: è possibile da ciò desumere che si trattasse dell'esito delle prime Olimpiadi storicamente accertate”. Abbiamo acquistato il biglietto per il museo  e per il sito, (€ 9,00 solo adulti) scelta azzeccata vista la notevole quantità di reperti ben conservati contenuti nel museo (si possono e foto ma senza flash):
E a circa 500 metri di distanza si entra nel sito vero e proprio…… una colonna enorme per dimensioni  indica il punto dove si trovava il grande Tempio di Zeus con la sua enorme statua “in oro e avorio, perduta. Alta 14 metri, fu eseguita a metà del V secolo a.C. dallo scultore greco Fidia, destinata a essere elemento centrale dell’edificio sacro” :

Concludo la mia esperienza con le note positive sulla compagnia NCL, il free style cioè libertà nel vestirsi e nel fare tutto, possibilità di allenarsi con l’inglese (l’assistenza in italiano esiste non preoccupatevi….) infine la cosa per me più bella: la possibilità di non pagare le famose quote di servizio (ex mance) cioè quella quota obbligatoria che a fine crociera ti detraevano dalla carta di credito, basta farsela togliere l’ultimo giorno, se volete date la manca cash di persona al cameriere o a chi vi ha dato soddisfazione nel servizio.


Ciao e buona crociera a tutti.